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CUCCIOLI & CUCCIOLI

Qualche consiglio su come iniziare una felice convivenza tra bambini e cani.

Sicuramente a molti genitori è capitato di pensare se fosse il caso di adottare un cucciolo, magari a causa dell’insistente richiesta dei figli o magari perché, diciamoci la verità, avere un cane (o un altro animale da compagnia, qui oggi parliamo di cani) è un grande impegno, ma regala una gioia infinita!

Una volta che la decisione è presa, è importante cominciare con il piede giusto, mettendo solide basi per una buona convivenza nel rispetto dei bisogni dei bambini e del cane.

L’educazione empatica ci aiuta anche nella gestione di questo nuovo arrivo: spiegare ai bimbi che il cane non è egli stesso un gioco, ma un amico con cui giocare, che ha i suoi bisogni e che può non aver voglia in un particolare momento, di correre dietro alla pallina o di fare da cuscino.

Insegnare ai bambini poche, ma chiare regole di comportamento nei confronti del cane, è sicuramente la prima cosa da fare.

Ci aiuterà a capire meglio come fare, la Sig.ra Graziella, proprietaria del l’allevamento di Labrador di casa Paraporti:

Barbara: “Graziella, quali sono le prime regole da insegnare ai bimbi su come relazionarsi con il cucciolo?”

Graziella: “Naturalmente parliamo di cuccioli di razza Labrador. Fortunatamente i bambini (come tutti i cuccioli) parlano una lingua universale comprensibile ai loro occhi e al loro cuore (loro sanno già e se avessimo il coraggio di lasciare gestire in toto il primo incontro tra cuccioli umani e animali potremmo sicuramente imparare qualche cosa di nuovo!) Sono gli adulti che troppo spesso, hanno dimenticato di essere stati bambini, dovendo ripristinare il loro “bambino interiore”.

I bambini, come i cuccioli, imparano molto su imitazione. Quindi se avremo un genitore o un adulto consapevole ed attento, che abbia compreso come relazionarsi con il nuovo arrivato non ci sarà molto lavoro da fare. A questo punto quindi sposterei l’attenzione sugli adulti e solo per riflesso anche sui bambini. Presentiamoci proponendo il dorso della nostra mano e facciamoci annusare, lasciamo che il tartufo umido del cucciolo (o del cane adulto) immagazzini i nostri odori senza fretta. A questo punto facciamo scivolare dolcemente il dorso della mano lungo i fianchi e la schiena del cucciolo evitando accuratamente la testa. (l’accarezzamento del capo è un gesto intimo, spesso non gradito per vari motivi anche fisiologici se è in corso il cambio dei denti, se eseguito da un estraneo….) Osserviamo come reagisce il cucciolo…se manifesta disagio…interrompiamo….. Non bisogna avere fretta!

Lasciamo il tempo al cucciolo di registrare l’odore…..di allontanarsi da noi…e di ritornare per avere delle conferme. L’adulto sarà posizionato ad altezza cucciolo (quindi accovacciato o seduto a terra), in questo i bambini sono notevolmente avvantaggiati, così che sia agevolato l’incontro degli sguardi. Per un Labrador è fondamentale riuscire a raggiungere con facilità il nostro sguardo. Chi ben comincia…..si dice essere a metà dell’opera!

Quindi: • Farsi annusare • Rimanere all’altezza dello sguardo del cucciolo • Non avere fretta • Rispettare i tempi del cucciolo • Non eseguire gesti improvvisi nel limite del possibile

Questa è la base solida e sicura da cui partire per iniziare a costruire un rapporto di scambio relazionale che lascia spazio alla consapevolezza della fiducia reciproca.”

Barbara: “Attraverso il mio lavoro, mi è capitato di seguire delle famiglie i cui figli avevano paura dei cani, alcuni perché erano stati morsi, altri in maniera apparentemente immotivata. Capire il motivo della paura e se questa deriva da una aggressione è importante per rielaborare le dinamiche con cui è avvenuta: se il cane avesse reagito mordendo, in seguito ad un comportamento inappropriato da parte del bambino, è importante spiegare come bisogna comportarsi in presenza di un cane che non conosciamo e quali sono i segnali che dobbiamo saper riconoscere che indicano disagio da parte del cane.”

Graziella: “In Allevamento mi sono capitati parecchi casi simili: la paura a vari livelli “freezza” i pensieri, le parole, i gesti, la voce……adulti, bambini completamente in balia dell’emozione negativa che la mente ripropone, paralizzati davanti lo sguardo assolutamente benevolo di un labrador…..

Davanti ad un cane che non conosciamo dobbiamo assolutamente chiedere al padrone se possiamo avvicinarlo e accarezzarlo (secondo le regole che ho elencato alla domanda precedente). Successivamente informiamo il bambino di stare fermo, senza alzare le mani, senza urlare, senza emettere suoni strani, piuttosto sarà il genitore che si accovaccerà altezza bambino in protezione gestendo la fisicità del proprio piccolo.

Esistono dei segnali (si chiamano proprio segnali calmanti in gergo cinofilo) che ci aiutano a decodificare il linguaggio non verbale del cane (sia adulto che cucciolo) che qualsiasi proprietario dovrebbe conoscere.

Ecco i più evidenti che stanno a manifestare un disagio più o meno evidente:

Sbadiglio – Respiro affannoso – Coda a bandiera – Cresta (arricciamento del pelo) sul collo –  Mostrare i denti arricciando il labbro superiore, questi e molti altri …sono ben 25 quelli più importanti elencati da Turid Rugaas nel suo libro “L’intesa con il cane – I segnali calmanti” edito da Haquihana.

Essi sono parte fondamentale del sistema di comunicazione del cane nel gruppo sociale, e come dice l’autore: “UNA RELAZIONE BIDIREZIONALE SI FONDA SU UNA COMUNICAZIONE BIDIREZIONALE”

Barbara: “Se il bambino dovesse eccessivamente affettuoso nei confronti del cane o fare giochi inadeguati o importunarlo tirando la coda per esempio, blocchiamo l’azione spiegando al piccolo perché quel comportamento non è adatto, però senza allontanare il bambino o il cane. In questo modo permettiamo al bambino di capire e metabolizzare il divieto e imparare da noi come invece rapportarsi. Spiegheremo quindi che al cucciolo piacciono le carezze, ma ha bisogno del suo spazio e mostreremo direttamente al piccolo come fare. Se dovesse ripetere ancora il gesto inopportuno, ci abbasseremo nuovamente vicino a lui bloccando l’azione, spiegando e mostrando come è meglio fare.

È molto importante che il genitore sappia come relazionarsi con il cane e che quindi possa aiutare i figli in caso di bisogno. Anche per questo, sia che il genitore abbia già avuto cani o che sia la prima esperienza, è saggio affidarsi ad un allevamento che permetta alla famiglia di fare degli incontri prima di portare il cagnolino a casa e che renda il distacco dalla casa natìa e dalla mamma, il meno traumatico possibile.”

Graziella: “Con grande orgoglio e profondo rispetto nei confronti della razza che allevo che propongo ai futuri proprietari dei nostri cuccioli un percorso esperienziale che precede di qualche settimana il distacco dall’allevamento e dal branco parentale (fratelli e mamma). Gli incontri previsti sono mediamente 2 della durata di un’ora ciascuno.

Si svolgono come segue:

1° incontro: in un ambiente conosciuto per il cucciolo, la famiglia si posiziona a terra, meglio in cerchio, il più possibile fermi, lasciando che il cucciolo incominci una esplorazione olfattiva che parte istintivamente.

Successivamente porgo dei piccoli bocconcini sia nelle mani dell’umano, che sul corpo lasciando al cucciolo la libertà di scelta…e la possibilità ad ogni umano di agire eventualmente allungando un “premietto” al cucciolo. (in questa fase il cucciolo non andrebbe chiamato troppe volte)

Il cucciolo si allontanerà, per poi riavvicinarsi….in questo modo confermerà le informazioni che intanto il suo cervello sta archiviando con estremo ordine e in sequenza (non a caso spesso si conclude questo primo incontro con il cucciolo che si siede al comando). Non è magia, e neanche coercizione….ma il semplice risultato di una somma di esperienze condotte in modo progressivo e graduale, che aiutano a rafforzare la comunicazione BIDIREZIONALE tra umano e cucciolo. Ci saranno a disposizione palline, trecce di pile, e piccoli giochi da scoprire in una “scatola dei tesori”…..da costruire ed arricchire insieme ai bambini una volta che il cucciolo arriverà a casa.

E’ il cucciolo che sotto la mia sorveglianza, mi indica il prosieguo dell’incontro, che cosa è corretto proporre e dove è possibile spingersi….in questi momenti io e loro collaboriamo silenziosamente, empaticamente conducendo i singoli membri della famiglia (di qualsiasi età) nel meraviglioso mondo della comunicazione non verbale……dove i sentimenti non si posso fraintendere, dove lo scambio affettivo è vero e sincero….attraverso la relazione con un cane è impossibile fingere o mentire!

2° incontro: solitamente riprendo il cerchio a terra, ma solo per riprendere da dove si era interrotta la relazione positiva…..trascorso un po’ di tempo indossiamo la pettorina e andiamo a fare una passeggiata…nei prati fuori casa….odori, colori, le voci e gli odori che già conosce inducono il cucciolo ad intraprendere e sperimentare, in una situazione assolutamente nuova, un nuovo schema di comportamento, fino ad ora mai provato….la fiducia verso questo nuovo branco (rappresentato dalla nuova famiglia)…un momento veramente molto importante….da li in poi il cucciolo capisce (non chiedetemi come!!!!) che quella sarà la sua nuova famiglia…. L’uccellino ha iniziato a volare……

Il resto è una bellissima storia che conosce solo chi ha la fortuna di condividere la propria vita con un Labrador.”

Rispondiamo anche alle altre domande che ci hanno inviato:

D: “Che gesti possono portare il cane a reagire con un morso?”

R: “Nella razza Labrador azzarderei un bel “nessuno”…non sono geneticamente programmati per generare risposte aggressive.

In altre razze …ipotizzo gesti particolari, suoni e voci sgradevoli….ma non ne sono molto sicura….i cani come i bambini sono esseri troppo puri e non credo che neanche dietro alla reazione più aggressiva di un cane si cela una mente realmente assassina.

E’ l’uomo che spesso anche in modo inconsapevole genera situazioni insostenibili che sfociano nell’unico modo che un cane ha per difendersi: il morso.

D: “È importante lavare costantemente le mani del bambino che ha un anno e che non fa altro che toccare il cane?”

R: “Se il cane è di proprietà e regolarmente vaccinato consiglierei di no.

Le mani si lavano all’occorrenza, ritengo che toccare la maniglia di un carrello della spesa di un supermercato sia di gran lunga più antigienico per un bambino seduto nel seggiolino, che interagire con i proprio cane.

Da valutare la situazione di un cane sconosciuto o di dubbia provenienza.

Consiglio di mantenere il microbiota intestinale (quindi sistema immunitario attivo) di entrambi difficilmente si ammaleranno!

D: “Quali malattie sono facilmente trasmissibili o comunque più pericolose dai cani ai bambini?”

R: “Gli unici parassiti che potrebbero essere trasmessi attraverso l’ingestione di feci contaminate sono gli Ascaridi. Se il proprietario è attento e costante nella profilassi si esclude questa possibilità. La stessa cosa vale per le pulci, le zecche …..se il cane viene regolarmente trattato si esclude la possibilità di contagio. La rabbia non esiste in Italia.

E’ opinione del nostro veterinario, ma che condivido pienamente, che è più pericoloso far vivere un bambino in un ambiente costantemente igienizzato, sanificato  e sterilizzato, piuttosto che a contatto con i propri animali domestici. Studi recenti dimostrano che i bambini che vivono con animali domestici hanno meno possibilità di sviluppare allergie in futuro.

Vale la regola del buon senso: LAVARSI LE MANI SPESSO ED EVITARE DI METTERE OGGETTI O LE DITA IN BOCCA indipendentemente se si possiede un animale, lo si incontra per la strada o a casa di amici.”

Barbara: “Chi mi conosce sa che dico sempre che “il COME fa la differenza” cioè non è tanto ciò che facciamo, ma COME lo facciamo che ricopre un ruolo comunicativo e motivazionale fondamentale. Anche in questo caso il ruolo di guida e riferimento del genitore e come egli  gestisce questa comunicazione tra “cuccioli” rappresenta l’elemento chiave per una felice convivenza.

Barbara Bove Angeretti

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