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I RISVEGLI SONO SEMPRE TUTTI FISIOLOGICI?

Vediamo insieme se e quando è il caso di chiedere un parere.

Parte del mio ruolo consiste nel sostenere le famiglie affinché dormano di più senza “insegnare il sonno” ai bambini e informare sulla fisiologia del sonno dei piccoli, su cosa realisticamente aspettarsi e come gestirlo in armonia.

Dico sempre che i risvegli sono fisiologici fino a circa 3 anni, che hanno una funzione protettiva, che non sono comportamenti ecc, ma ci sono anche situazioni in cui il risveglio NON è “normale”.

A volte la quantità o la qualità del sonno possono darci molte informazioni su ciò che sta vivendo un bambino, ci sono alcuni motivi per cui i bambini si svegliano che in realtà sono dovuti a problemi di fondo che potrebbero richiedere l’aiuto di un professionista o di un medico.

1) Risvegli a ogni ora:

Se il tuo bambino si sveglia ogni ora circa, questo è sicuramente un segno che sta succedendo qualcosa di più e probabilmente non ha nulla a che fare con il modo in cui lo metti a dormire, nè con la routine che seguite, ma forse perché il tuo bambino sta cercando di dirti qualcosa.

Frequenti risvegli possono verificarsi durante uno scatto di crescita o durante la dentizione o a causa dell’esordio di una malattia. Potrebbe esserci qualche difficoltà relativa al frenulo linguale corto oppure potrebbe respirare con la bocca causando altre difficoltà. Se noti il tuo bambino dormire spesso con la bocca aperta, prova delicatamente a chiuderla, se dovesse riaprirla nuovamente per respirare, prova a chiedere un parere al pediatra.

2) Irrequietezza:

Se il tuo bimbo continua a rigirarsi durante il sonno, fa veramente molta fatica ad addormentarsi e ha un sonno spesso agitato, potrebbe essere carente di alcune vitamine oppure soffrire di qualche allergia, anche in questo caso è opportuna la segnalazione al curante.

Se il tuo pediatra ha ESCLUSO eventuali patologie croniche o acute che possano influire sul sonno del tuo bimbo, allora possiamo concentrarci su altri aspetti, non meno rilevanti..

3) Pavor nocturnus:

“Il bambino lancia un grido, urla nel sonno, con gli occhi sbarrati, a volte serrati, con una forte attivazione del sistema nervoso autonomo: è sudato, ansante, pallido, a volte paonazzo, ha le pupille dilatate, il respiro corto e frequente, la frequenza cardiaca aumenta come anche il tono muscolare. Perde l’urina. Si agita in movimenti scomposti, irrigiditi. Grida. Piange. Urla. Sembra in preda al terrore. Non è contattabile con gesti, né con parole. Anzi: se gli si parla, se viene toccato o abbracciato, il terrore notturno può aumentare. Di solito la crisi dura pochi minuti, ma anche da 10 a 30 minuti. Alla fine il bambino torna a dormire d’un sonno profondo, come non fosse successo nulla. In realtà, continua a dormire nel suo sonno profondo, che non s’è interrotto durante la crisi. Al mattino non ricorda nulla, perché nella crisi non era consapevole. Se viene svegliato, qualcosa ricorda, ma a ben guardare i ricordi sono legati più alla fase del risveglio che non al momento della crisi.” -Uppa.it-

In questo caso è bene informare il pediatra, anche se il pavor è una parasonnia piuttosto frequente e benigna che non necessita di trattamento medico, piuttosto è opportuno imparare come gestirla a seconda della sintomatologia ovvero del comportamento che il bimbo ha in questa situazione.

Se vuoi chiedere il mio parere, puoi iniziare a chattare cliccando sull’icona di messenger, oppure chiamandomi direttamente al telefono, la telefonata conoscitiva è sempre gratuita.

4) Sveglia notturna prolungata:

Se la tua bimba si sveglia di notte e rimane sveglia continuativamente per più di 20/40 minuti senza riuscire a riaddormentarsi nonostante non abbia fame, abbia il pannolino pulito e sia vicina a te, allora potrebbe esserci qualche difficoltà nel suo ambiente o nelle sue relazioni. In questo caso potrebbe essere utile avere un parere da un esperto del sonno.

5) Difficoltà ad addormentarsi e risvegli frequenti:

Se il tuo bimbo impiega più di 20 minuti per addormentarsi o si sveglia più di 4/5 volte a notte o tu mamma ritieni che la situazione non sia “normale” (lo scrivo tra virgolette perché la normalità è soggettiva, ma solitamente l’istinto di una mamma non sbaglia. Di solito quando la mamma percepisce una difficoltà e arriva alla mia attenzione, riscontro questa difficoltà il 100% delle volta) e vuoi avere un riscontro in base alla tua situazione specifica, allora è il caso di confrontarsi con un professionista.

Se desideri conoscere il mio parere, chiamami o scrivimi su whatsapp, la telefonata conoscitiva è sempre gratuita e non impegnativa.

Barbara Bove Angeretti

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