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SLEEP REGRESSION: LA "FAMOSA" REGRESSIONE DEL SONNO

Cos’è e come affrontarla

I neonati non hanno un ritmo regolare del sonno, si svegliano spesso di notte e di giorno mentre affrontano la crescita più veloce della loro vita. Questo cambiamento arriva velocemente, spesso inaspettatamente. 

I neonati dormono solo per brevi periodi, solitamente in cicli di 20 minuti, ma in pochi mesi si sviluppa la tendenza a dormire per periodi più lunghi, soprattutto durante la notte. Questa evoluzione del sonno non è lineare, ma può avvenire per balzi e regressioni.

Gli schemi del sonno possono cambiare rapidamente e, a volte sembrano tornare “indietro”, questi periodi si definiscono -sleep regression- cioè regressioni del sonno e possono verificarsi in momenti diversi nel corso dello dello sviluppo.

 

La tempistica e la tipologia delle regressioni del sonno possono essere molto diverse e soggettive, ma non è raro che una regressione significativa si verifichi intorno ai 4 mesi e un’altra intorno ai 9 mesi.

Conoscere le cause, i segni e i modi per affrontare una regressione del sonno può aiutare i genitori a gestire queste fasi senza troppe ansie o preoccupazioni, sviluppando invece una relazione sicura ed equilibrata.

.Come cambia il sonno dei neonati intorno ai quattro mesi?

I cicli del sonno cominciano a cambiare intorno ai tre mesi, quando il bimbo inizia a dormire per periodi sempre più lunghi.  Sebbene più sonnellini siano ancora la norma, si possono avere periodi di sonno notturno più lunghi e una contemporanea riduzione delle ore totali dedicate al sonno. Il processo di consolidamento del sonno, tuttavia, è molto variabile.

A questa età, il cervello e il corpo si stanno sviluppando rapidamente, il processo di formazione e collegamento di diverse aree del cervello e del sistema nervoso può creare instabilità nei cicli del sonno.

I bambini stanno imparando interagire sempre di più con il loro ambiente, con il caregiver e gli altri famigliari, sviluppando nuove capacità cognitive e motorie.

 

.Qual è la causa della regressione del sonno del quarto mese?

A quest’età si verifica una importante transizione: l’instabilità del sonno che accompagna lo sviluppo del cervello può essere ulteriormente influenzata dalle attività quotidiane, dalla crescita fisica e dalle circostanze ambientali.

Molti aspetti sono ancora sconosciuti rispetto alla biologia ed i meccanismi che regolano il sonno, per questo è molto difficile indicare una singola causa per spiegare le regressioni e, ANCHE per questo NON È CONSIGLIABILE intervenire con metodi che mirano a modificare in maniera netta un comportamento che è da considerarsi assolutamente normale e atteso.

.Questo significa forse che una mamma dovrebbe solamente rassegnarsi a non dormire?

No. Cercare il confronto con un esperto è sempre importante, prima di tutto per raccontare la propria storia, che è unica e irripetibile e che di per sè può già dare (a un occhio esperto) indicazioni su un eventuale difficoltà o problematica.

La mamma (e spesso anche il papà) può sentirsi molto impegnata a “rincorrere” il tempo, che con un neonato sembra a volte infinito, a volte non bastare mai, per cercare una nuova abitudine e organizzazione che possa funzionare o magari è “investita” da tante e tali emozioni (anche negative, inutile negarlo), da non riuscire a trovare in autonomia la soluzione più adatta alla sua specifica situazione. 

 

.Parlo di abitudine e non di routine, perché?

Avere un’abitudine, cioè avere orari regolari, è sicuramente vantaggioso, la routine, cioè compiere una serie di azioni che precedono e conducono alla nanna, può essere addirittura controproducente.

 

La regressione del sonno non è una tappa obbligata per un bambino nè per uno specifico periodo, ma quando e se succede può riguardare aspetti diversi relativi al sonno:aumento frequenza risvegli

  • risveglio immediato appena si mette il bimbo nella culla
  • maggiore difficoltà a riaddormentarsi in breve tempo
  • pianto al risveglio
  • maggiore difficoltà ad addormentarsi

È naturale chiedersi quanto dureranno i sintomi della regressione e posso dire che nella maggior parte dei casi durano da pochi giorni a poche settimane, ma ciò può dipendere in parte dalla risposta che il caregiver (solitamente la mamma) darà a questa richiesta e ricerca di contatto.

 

Interpretare questo bisogno di protezione e dipendenza e l’eventuale pianto, come un capriccio, un vizio o un atto deliberatamente manipolatorio sarebbe un grave errore!

Stare vicino alla mamma, ricercare la sua attenzione e la sua protezione, l’amore e l’affetto sono tutti BISOGNI PRIMARI PER UN BAMBINO. Nella relazione con la mamma costruirà la sua personalità e svilupperà la sua autonomia e indipendenza, quando sarà il momento giusto.

(Il momento “giusto” non è a un anno, ma molto, molto… molto più avanti)

 

Barbara Bove Angeretti

 

 

 

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