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SECONDO FIGLIO IN ARRIVO: COSA FARE?

(In questo articolo userò a volte il termine fratello -al maschile- a volte sorella -al femminile- per evitare ogni volta di scrivere fratello/sorella)

 

Cosa succede in una famiglia quando arriva il secondo figlio?

Questo evento cambierà gli equilibri?

C’è qualcosa che posso fare per affrontare al meglio questo cambiamento?

 

L’arrivo del secondo figlio è un evento meraviglioso che porta con sè una piccola rivoluzione e una ridefinizione dei ruoli e dei ritmi familiari.  Le domande che affollano la mente sono tante:

Riuscirò a gestire tutto? Amerò il secondo quanto amo il primo? Riuscirò a non far mancare attenzioni a entrambi? Il mio grande sarà geloso?

 

Cominciamo dalla gelosia. Spesso usiamo questo termine in modo inappropriato e con superficialità, magari ammonendo i nostri figli con frasi tipo “non essere geloso, è tuo fratello”, ma la gelosia è un’emozione importante che merita considerazione. Essa rappresenta il timore di perdere la persona amata ovvero la mamma, a opera di altri ovvero del figlio minore. Dovremmo aver ben presente questo sentimento e porre le basi per poterlo evitare, ma come? Attraverso piccole attenzioni, comportamenti, dinamiche relazionali. Vediamo quali.

 

DURANTE LA GRAVIDANZA – prendiamoci tempo per spiegare bene al bambino cosa succederà, cioè che diventerà il fratello maggiore, ma che non potrà subito giocare con il fratellino, anzi, per i primi mesi il neonato sarà terribilmente noioso! Cerchiamo di non usare frasi tipo “vedrai che giocherete insieme appena nasce” perché passeranno effettivamente molti mesi prima che ciò possa avvenire. 

Proviamo piuttosto a spiegare cosa succederà: “Io gli darò il latte, poi dovrò cambiare i pannolini, poi lo farò dormire… come facevo con te quando eri appena nato” magari mostrate qualche foto o video di quando il primogenito era neonato, così che abbia un’aspettativa più realistica possibile.

Cerchiamo di aiutare la maggiore a comprendere le proprie emozioni, chiedere “sei contenta di avere un fratellino?” implica una risposta positiva che limita la libertà di espressione del bambino, che magari non si sente sempre felice all’idea, ma può finire col pensare che gli altri si aspettino che sia felice e che non esserlo è sbagliato. Questo sentimento può trasformarsi in aggressività e dar luogo a episodi di rabbia e gelosia.

 

IL PRIMO INCONTRO – dovrebbe avvenire di persona, non attraverso un monitor, quindi se la situazione non permette l’incontro in ospedale, aspettate di arrivare a casa. Il papà potrà dare la notizia della nascita in attesa di incontrare insieme la mamma e il fratellino.

Ultimamente sento spesso che viene consigliato di far portare un REGALO al maggiore da parte del nascituro, io non consiglio alle famiglie con cui lavoro di fare questo “regalo”, per prima cosa perché il senso di far portare un regalo dal neonato sottende il senso di ricompensa, se il neonato reca doni bisogna implicitamente vederlo come un benefattore, così facendo induciamo il bambino ad accettarlo in questa veste, bloccando un eventuale sentimento negativo che potrebbe legittimamente provare. 

Questo sentimento dovrebbe essere mediato dai genitori e non da un oggetto. In secondo luogo il fratellino è un membro della famiglia che viene accolto in quanto tale, come è stato desiderato e accolto il primo e non perché reca doni.

 

A CASA – lasciamo libertà al maggiore di osservare il neonato, spieghiamo come toccarlo “puoi toccagli la mano, una carezza sulla guancia, senti com’è morbido? La testa è molto delicata, come lo era la tua…” Un buon metodo di inclusione è quella di spiegare, per esempio, una regola al figlio maggiore coinvolgendo il minore come interlocutore: “vedi Elena (la minore) sto spiegando a Maya (la maggiore) che è importante mettere in ordine i giochi perché ….”

È importante spiegare e mostrare al maggiore come interagire con il più piccolo, per esempio se questo piange, possiamo chiedere al maggiore di dire al fratellino che la mamma arriva subito, affidare un compito emotivo contribuisce alla formazione di un legame empatico.

INSEGNATE A RISPETTARE I BISOGNI RECIPROCI

Quando il minore dorme, invitiamo il maggiore a rimandare i giochi rumorosi e quando si sveglierà, potremo lasciare libero sfogo a chitarre e batterie assecondando le richieste del primo figlio.

 

Anche se adesso ci sentiamo più preparate nei confronti di un neonato, non dobbiamo sottostimare le nuove dinamiche relazionali che si creeranno. Quando per esempio rimproveriamo la sorella più grande, in presenza della più piccola, questa imparerà quel modo di relazionarsi e interagire. Questo mi sembra un buon motivo per ricordarci di usare empatia e rispetto quando ci relazioniamo con i nostri figli.

 

Ci sono tanti articoli che consigliano di evitare cambiamenti importanti che coincidano con l’arrivo della sorellina, di evitare confronti tra fratelli e di rispettare il più possibile le abitudini del maggiore, quindi non mi soffermerò su questi aspetti, cercherò piuttosto di porre l’attenzione su altri aspetti legati all’emotività che trovo di estrema importanza, come le ricorrenze ed il senso di responsabilità.

LE REGOLE VALGONO PER TUTTI, MA OGNUNO HA ESIGENZE DIVERSE PERCHÉ SIAMO PERSONE DIVERSE. I FIGLI SONO UNICI, NON UGUALI.

In quest’ottica, non ha senso che al compleanno di un figlio, si facciano regali anche all’altro. Un giorno in particolare è dedicato a una persona particolare, è la sua festa, suoi gli eventuali regali e l’attenzione – degli altri – perché quella dei genitori dovrebbe essere sempre equamente divisa.

 

Finalmente anche il secondo figlio è cresciuto e la tentazione di affidarne la supervisione e quindi la responsabilità al più grande per poter avere quei 10 minuti di riposo… è forte, quasi invincibile, ma….. c’è un ma! Demandare la responsabilità di un fratello o sorella, modifica le dinamiche relazionali subordinandole (controllore/controllato) mentre l’ideale sarebbe che i figli ricoprissero unicamente il ruolo di pari. Quindi, per quanto la stanchezza rischi di prendere il sopravvento, demandiamo unicamente ad altri adulti la cura dei bambini, questo contribuirà in modo decisivo a mettere le basi per una sana, equilibrata e duratura relazione tra fratelli.

 

Ho lasciato le prime tre domande aperte, perché per tutte la risposta è semplice ed è SI!

SI riuscirai a gestire tutto perché noi mamme troviamo forze dove nemmeno wonder woman potrebbe, SI amerai anche il secondo come il primo e te ne accorgerai non appena lo avrai tra le braccia e SI, non farai mancare loro la tua attenzione, perché sei la mamma migliore che i tuoi figli possano avere e perché farai sempre del tuo meglio per esserci quando avranno bisogno.

 

Barbara Bove Angeretti

Consulente per il sonno e l’educazione empatica

Mamma di due e studiosa nerd

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