Barbara Bove Angeretti

consulente per il sonno e l’educazione empatica 

CONSULENZA PER IL SONNO

CONSULENZA PER L'EDUCAZIONE EMPATICA

bba@barbaraboveangeretti.it    –    tel: 3460119002  (anche Whatsapp)

Con il termine “alto contatto” si definisce un tipo di accudimento che riguarda principalmente i primi anni del bambino e include: cosleeping e/o bedsharing, allattamento a termine, babywearing e in generale tutte quei comportamenti che favoriscono le cure prossimali*. Le necessità principali dei neonati riguardano il nutrimento, la protezione, le coccole e la vicinanza con la mamma.

Ma quando il bambino cresce? Finisce dell’alto contatto?

Direi di no. La caratteristica principale di questo approccio è l’ascolto del bambino, la comprensione dei suoi bisogni e la capacità di dare riscontro a queste richieste, di entrare in sintonia con lui e di capirne i sentimenti.

I bisogni del bambino cambiano crescendo, il nostro ruolo di genitori invece rimane immutato.

Noi continuiamo ad ascoltarlo e a dargli fiducia, ad accogliere le sue richieste, che non vuol dire necessariamente soddisfarle, ma farlo sentire compreso e condividere le sue esperienze.

Esempio: Giorgia vuole una bambola in un negozio, io non voglio comprarle un’altra bambola perché so che è una richiesta di attenzione e non esprime il bisogno di un nuovo gioco (ha già 3 bambole simili), quindi alla sua richiesta risponderò più o meno così “Giorgia che bellissima bambola! Ha i capelli rossi e il vestito giallo, mi piace molto e capisco che vorresti portarla a casa e giocarci, ma adesso non possiamo comprarla” se dovesse insistere le direi “capisco la tua delusione, ma a casa ci sono le tue tre bambole che non vedono l’ora di giocare con te! Quando torniamo a casa potremmo organizzare una gita con loro?” Così facendo comprendo il suo stato d'animo e accolgo anche la possibile reazione negativa, ma non soddisfo la richiesta.

La comunicazione empatica funziona bene quando il genitore dà l’esempio e guida il bambino nell’espressione dei suoi sentimenti, senza bloccarli, ma mostrando come gestirli.

Un genitore presente, consapevole e accogliente, favorisce lo sviluppo di un’autostima e di una competenza emotiva molto solide, andando quindi a costruire le fondamenta per uno sviluppo armonico di suo figlio.

L’educazione empatica o disciplina dolce propone un approccio naturale alla genitorialità e ci invita a guardare al bambino come ad un cucciolo di mammifero: allattamento al seno, contatto skin to skin, babywearing, sonno condiviso (co-sleeping e bed-sharing), autosvezzamento e tanti altri comportamenti che supportano l’idea di “assecondare i bisogni naturali”.

Il bisogno di contatto e di vicinanza infatti è stato inserito fra i bisogni primari dei cuccioli, al pari di quelli della fame e della sete, anzi sembra essere persino più intenso di questi ultimi (a tal proposito, si vedano gli esperimenti dei coniugi Harlow, sulle scimmie Rhesus, una delle scoperte a cui si è riferito John Bowlby nell’elaborare la sua teoria dell’attaccamento).

Assecondare i bisogni, accoglierli ed eventualmente soddisfarli secondo l’educazione empatica é quanto di più lontano esista da un atteggiamento lassista, cioè una modalità educativa eccessivamente permissiva e quasi indulgente, ormai riconosciuta come una forma genitoriale inadeguata e potenzialmente nociva per i bambini. La differenza tra i due consiste proprio nella costante presenza, attenzione e reciprocità che il genitore offre al figlio, approcciandosi in maniera dolce e rispondente, comportamento alla base di un attaccamento sicuro.

Educazione empatica significa aiutare i bambini a crescere con amore, vivere insieme le scoperte e aiutarli a capire i limiti senza usare paura e intimidazione, senza usare premi o punizioni, ma essendo presenti in qualità e quantità di tempo. I piccoli imparano così i nostri valori e assimilano le regole non per imposizione o per paura di un castigo, ma per comprensione. Questo contribuirà a formare la loro autonomia intellettuale e a sviluppare il senso critico, che sono alcuni degli strumenti migliori che possiamo fornire loro per affrontare le sfide della vita con indipendenza e sicurezza nelle proprie capacità.